CAPODANNO IN REPUBBLICA CECA
Quest’anno ci basta una manciata di giorni di ferie per concederci una super tirata da Natale all’Epifania!
Sparecchiata la tavola, riposta la tovaglia rossa, buttate via le innumerevoli bottiglie vuote e le decine di m2 di carta da regalo appallottolata, il 27 dicembre ci avviamo verso l’Engadina.
Parcheggio camper senza servizi: Pra San Jorg, Zernez
Le batterie vanno che è una meraviglia e il borbottio della stufa ci accompagna senza cedimenti. Il mattino seguente dopo altri pochi km spegniamo di nuovo il motore: abbiamo tempo per goderci ogni tappa.
Area Camper all’ingresso del TCS Camping di Scuol (il campeggio è invece chiuso): corrente, carico e scarico; check in e pagamento solo online. Ci fermiamo un paio di giorni per una delle nostre accoppiate preferite: sci di fondo e terme.
Tre notti stellate, un ruscello di
acqua e ghiaccio lungo il quale lasciar scorrere sci e pensieri, il vento tra i
pini, il fuoco nella sauna e un bicchiere di Braulio la sera. Sublime ricetta per un benessere genuino.
Entriamo in Repubblica Ceca da sud e ci sistemiamo a Cesky Krumlov, nella Boemia meridionale.
Ampio parcheggio a Chvalsinska 38101 Ceski Krumlov: niente corrente, niente scarico (è chiuso), ma a ridosso delle imponenti mura medievali e ai piedi dello splendido castello del XIII secolo, dal quale si gode di una vista panoramica e romantica sul centro storico e sulle anse del fiume Moldava, che ammiriamo con una tranquilla passeggiata serale.
Appena 170 km e siamo a Praga. Essendo ormai prossimi a Capodanno, preferiamo sostare in un’area attrezzata per evitare di dormire in strada tra eventuali fuochi e petardi fuori controllo.
L’area sosta è a nord est della città, nell'ex area operaia oggi in fase di riqualificazione anche grazie all’apertura di vari atelier di artisti. Area sosta Stellplatz Argentinska: Zeleznicaru 6, Praga: corrente, carico e scarico.
Con quattro fermate di metropolitana si arriva in centro in pochi minuti. Luminarie diffuse, bancarelle di artigianato e gastronomia locale, temperature glaciali e fiocchi di neve, rendono l’atmosfera nordica e natalizia. Vaghiamo piacevolmente senza meta per le vie di Mala Strana e lungo la Moldava, assaggiando lo squisito prosciutto di Praga affettato direttamente dallo spiedo sul fuoco.
A pranzo ci infiliamo (su suggerimento di Nadia, risalente ai tempi del suo interrail), nel ristorante U Fleku, storico locale che propone autenica cucina tradizionale in un ambiente che ci sembra carico di vera atmosfera ceca. Ci sediamo su sgabelli di legno condividendo la lunga tavolata con ospiti locali, ricevendo immediatamente due bicchieri del tipico liquore Becherovka, da un cameriere che non parla inglese. Gustiamo un’ottima zuppa di patate, gulasch saporito e delicati gnocchi di pane, intrattenuti da un suonatore di fisarmonica.
Una volta raggiunto il centro storico, Staré Město, ci ritroviamo immersi in un traffico umano da pieno overtourism, tutti in coda per vedere le immancabili “cose da non perdere a Praga” (che anche noi, puntualmente caduti nella trappola dell'omologazione, ci apprestiamo a spuntare).
Ammiriamo insieme a parecchie centinaia di persone la sfilata delle statue mobili allo scoccare dell’ora sull’orologio astronomico; attraversiamo il Ponte Carlo bloccati in processione; attendiamo in massa il cambio della guardia di fronte al Castello e contribuiamo ad ingrossare il mucchio di turisti che cercano riparo dal clima pungente intasando l'atrio della Casa Danzante.
Trascorriamo un paio di giorni ad esplorare a caso quartieri meno noti di questa splendida città, che presto ci appare familiare: ci muoviamo con disinvoltura, riconosciamo le fermate della metropolitana, ritroviamo la strada di “casa” senza neppure aprire Google Maps.
La sera di capodanno per noi è tradizione e intimità: siamo generalmente gran sostenitori dei negozietti locali di alimentari, ma portiamo rigorosamente da casa cotechino e lenticchie, cucinandole al fuoco lento del camper mentre gustiamo l'aperitivo. Ci aveva per un attimo sfiorato la temeraria idea di spostarci in piazza a mezzanotte (sfruttando la comodità della metropolitana), "Dai, per un vero capodanno a Praga!", ma il freddo è tagliente e il vento trafigge. Ci accontentiamo di osservare inaspettati fuochi d'artificio periferici direttamente dal finestrino del camper!
La prima tappa del 2026 ci porta a Karlovy Vary, incuriositi dagli originali cristalli di Boemia.
Area sosta Stellplatz Carlsbad
(15 Chebska, 36006 Karlovy Vary): corrente, carico e scarico;
check in e pagamento online.
Sembra di compiere un viaggio nel tempo: si passa da un'imponente struttura neorinascimentale ornata da centinaia di colonne corinzie e statue allegoriche, a un porticato in Art Nouveau, per poi ritrovarsi di fronte a un elegante edificio in legno intagliato in stile svizzero.
Una struttura moderna in vetro e cemento accoglie la sorgente Vřídlo, un geyser capace di eruzione costante e potente, spruzzando acqua a 73°C fino a 12 metri d'altezza.
La passeggiata termina di fronte al magnifico Grand Hotel Pupp. Targhe di bronzo lungo il viale d'ingresso ricordano che qui hanno soggiornato Sigmund Freud, Leonardo Di Caprio, Franco Zeffirelli, Franz Kafka, Richard Strauss, Richard Wagner, Niccolo Paganini e moltissime altre notevoli personalità.
L’acqua termale sgorga anche a lato strada, da numerose fontane disseminate nella cittadina e alimenta strutture termali pubbliche e private. Andiamo a provare di persona il Saunia Thermal Resort, con piscina esterna di acqua 100% termale a 38°C, quella “relax” a 32°C e la “sauna world” che accoglie 8 diverse tipologie di saune e un bagno turco.
Ci scaldiamo quanto basta per affrontare - senza patirli - i 4 km di camminata nel bosco al buio per tornare al camper.
Il 3 gennaio lasciamo la Repubblica Ceca per concederci una tappa a Norimberga. La visita al museo del Memoriale è profondamente toccante. Pannelli illustrativi, documenti e filmati, alcuni dei quali - terribili, utilizzati dall’accusa durante il processo - ricostruiscono con precisione ogni fase del procedimento.
Emergono i retroscena, le vicende personali dei giudici e l'immane sforzo necessario per superare le tensioni politiche e istituire un Tribunale Militare Internazionale; emerge con forza la necessaria ambizione di porre fine all'impunità degli individui, sgretolare l'alibi dell' "obbedienza ad un ordine superiore". Tutto così attuale da mettere i brividi.


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