DIARI DI VIAGGIO IN CAMPER

I NOSTRI DIARI DI VIAGGIO IN CAMPER

Tra strade sconnesse e natura alla riscossa, sogniamo i nomadi, inseguiamo le renne e cavalchiamo le onde. Una doccia sotto le stelle, l'immensità da contemplare e la bussola puntata verso le emozioni per non perdere la retta via.

giovedì 1 gennaio 2026

PRAGA - CAPODANNO 2026


 


CAPODANNO IN REPUBBLICA CECA



Quest’anno ci basta una manciata di giorni di ferie per concederci una super tirata da Natale all’Epifania!

Sparecchiata la tavola, riposta la tovaglia rossa, buttate via le innumerevoli bottiglie vuote e le decine di m2 di carta da regalo appallottolata, il 27 dicembre ci avviamo verso l’Engadina.

Siamo stati costretti ad installare nuove batterie di servizio: ultimamente la stufa singhiozzava, lasciandoci fastidiosamente in balia del gelo ogni volta che mancava l'allaciamento alla corrente. Per testare il recente acquisto (prima di trovarci troppo lontani da casa a fare rischiosi esperimenti) optiamo per una notte in libera a -10°C. Superato l’ingorgo stradale di Saint Moritz (!), ci fermiamo a Lavin.


Parcheggio camper senza servizi: Pra San Jorg, Zernez

Le batterie vanno che è una meraviglia e il borbottio della stufa ci accompagna senza cedimenti. Il mattino seguente dopo altri pochi km spegniamo di nuovo il motore: abbiamo tempo per goderci ogni tappa.



Area Camper all’ingresso del TCS Camping di Scuol (il campeggio è invece chiuso): corrente, carico e scarico; check in e pagamento solo online. Ci fermiamo un paio di giorni per una delle nostre accoppiate preferite: sci di fondo e terme.

 

Tre notti stellate, un ruscello di acqua e ghiaccio lungo il quale lasciar scorrere sci e pensieri, il vento tra i pini, il fuoco nella sauna e un bicchiere di Braulio la sera. Sublime ricetta per un benessere genuino.

 


Entriamo in Repubblica Ceca da sud e ci sistemiamo a Cesky Krumlov, nella Boemia meridionale. 

Ampio parcheggio a Chvalsinska 38101 Ceski Krumlov: niente corrente, niente scarico (è chiuso), ma  a ridosso delle imponenti mura medievali e ai piedi dello splendido castello del XIII secolo, dal quale si gode di una vista panoramica e romantica sul centro storico e sulle anse del fiume Moldava, che ammiriamo con una tranquilla passeggiata serale.


Appena 170 km e siamo a Praga. Essendo ormai prossimi a Capodanno, preferiamo sostare in un’area attrezzata per evitare di dormire in strada tra eventuali fuochi e petardi fuori controllo.

L’area sosta è a nord est della città, nell'ex area operaia oggi in fase di riqualificazione anche grazie all’apertura di vari atelier di artisti. Area sosta Stellplatz Argentinska: Zeleznicaru 6, Praga: corrente, carico e scarico. 




Con quattro fermate di metropolitana si arriva in centro in pochi minuti. Luminarie diffuse, bancarelle di artigianato e gastronomia locale, temperature glaciali e fiocchi di neve, rendono l’atmosfera nordica e natalizia. Vaghiamo piacevolmente senza meta per le vie di Mala Strana e lungo la Moldava, assaggiando lo squisito prosciutto di Praga affettato direttamente dallo spiedo sul fuoco. 

A pranzo ci infiliamo (su suggerimento di Nadia, risalente ai tempi del suo interrail), nel ristorante U Fleku, storico locale che propone autenica cucina tradizionale in un ambiente che ci sembra carico di vera atmosfera ceca. Ci sediamo su sgabelli di legno condividendo la lunga tavolata con ospiti locali, ricevendo immediatamente due bicchieri del tipico liquore Becherovka, da un cameriere che non parla inglese. Gustiamo un’ottima zuppa di patate, gulasch saporito e delicati gnocchi di pane, intrattenuti da un suonatore di fisarmonica. 

Una volta raggiunto il centro storico, Staré Město, ci ritroviamo immersi in un traffico umano da pieno overtourism, tutti in coda per vedere le immancabili “cose da non perdere a Praga” (che anche noi, puntualmente caduti nella trappola dell'omologazione, ci apprestiamo a spuntare).






Ammiriamo insieme a parecchie centinaia di persone la sfilata delle statue mobili allo scoccare dell’ora sull’orologio astronomico; attraversiamo il Ponte Carlo bloccati in processione; attendiamo in massa il cambio della guardia di fronte al Castello e contribuiamo ad ingrossare il mucchio di turisti che cercano riparo dal clima pungente intasando l'atrio della Casa Danzante. 

Trascorriamo un paio di giorni ad esplorare a caso quartieri meno noti di questa splendida città, che presto ci appare familiare: ci muoviamo con disinvoltura, riconosciamo le fermate della metropolitana, ritroviamo la strada di “casa” senza neppure aprire Google Maps.



La sera di capodanno per noi è tradizione e intimità: siamo generalmente gran sostenitori dei negozietti locali di alimentari, ma portiamo rigorosamente da casa cotechino e lenticchie, cucinandole al fuoco lento del camper mentre gustiamo l'aperitivo. Ci aveva per un attimo sfiorato la temeraria idea di spostarci  in piazza a mezzanotte (sfruttando la comodità della metropolitana), "Dai, per un vero capodanno a Praga!", ma il freddo è tagliente e il vento trafigge. Ci accontentiamo di osservare inaspettati fuochi d'artificio periferici direttamente dal finestrino del camper!

La prima tappa del 2026 ci porta a Karlovy Vary, incuriositi dagli originali cristalli di Boemia. 

Area sosta Stellplatz Carlsbad (15 Chebska, 36006 Karlovy Vary): corrente, carico e scarico; check in e pagamento online.

Nella storica fabbrica dei cristalli Moser scopriamo antiche e moderne tecniche di lavorazione, di taglio, di incisione; la purezza del vetro e l'arte della soffiatura; l'evoluzione della famiglia attraverso quasi due secoli e la lunga lista delle celebrità che hanno ceduto al fascino dei preziosi servizi.

 

Karlovy Vary è rinomata anche come antica città termale con acqua che sgorga naturalmente da terra a 72 gradi. Qui si trova la più grande concentrazione di sorgenti termali curative al mondo, con oltre 80 fonti ed un geyser. 
Passeggiamo liberamente sotto le colonnate che custodiscono le sorgenti minerali, avvicinandoci quasi ad ustionarci le mani, mentre altri addirittura bevono direttamente dalle fonti. Numerosi chioschi vendono caratteristiche tazzine di porcellana, proprio per sorseggiare l'acqua termale.

 

 


Sembra di compiere un viaggio nel tempo: si passa da un'imponente struttura neorinascimentale ornata da centinaia di colonne corinzie e statue allegoriche, a un porticato in Art Nouveau, per poi ritrovarsi di fronte a un elegante edificio in legno intagliato in stile svizzero.

Una struttura moderna in vetro e cemento accoglie la sorgente Vřídlo, un geyser capace di eruzione costante e potente, spruzzando acqua a 73°C fino a 12 metri d'altezza.


La passeggiata termina di fronte al magnifico Grand Hotel Pupp. Targhe di bronzo lungo il viale d'ingresso ricordano che qui hanno soggiornato Sigmund Freud, Leonardo Di Caprio, Franco Zeffirelli, Franz Kafka, Richard Strauss, Richard Wagner, Niccolo Paganini e moltissime altre notevoli personalità.


L’acqua termale sgorga anche a lato strada, da numerose fontane disseminate nella cittadina e alimenta strutture termali pubbliche e private. Andiamo a provare di persona il Saunia Thermal Resort, con piscina esterna di acqua 100% termale a 38°C, quella “relax” a 32°C e la “sauna world” che accoglie 8 diverse tipologie di saune e un bagno turco. 

Ci scaldiamo quanto basta per affrontare - senza patirli - i 4 km di camminata nel bosco al buio per tornare al camper.




Il 3 gennaio lasciamo la Repubblica Ceca per concederci una tappa a Norimberga. La visita al museo del Memoriale è profondamente toccante. Pannelli illustrativi, documenti e filmati, alcuni dei quali - terribili, utilizzati dall’accusa durante il processo - ricostruiscono con precisione ogni fase del procedimento. 

Emergono i retroscena, le vicende personali dei giudici e l'immane sforzo necessario per superare le tensioni politiche e istituire un Tribunale Militare Internazionale; emerge con forza la necessaria ambizione di porre fine all'impunità degli individui, sgretolare l'alibi dell' "obbedienza ad un ordine superiore". Tutto così attuale da mettere i brividi.

Seduti nella sala 600 del Palazzo di Giustizia, un'eccezionale rappresentazione multimediale permette di ritrovarsi al centro del dibattimento, tra cupa attesa, tensione palpabile, accecati dalle luci della stampa e avvolti dal ritmo febbrile dei tasti battuti dalle dattilografe. Investiti da verità indicibili, note eppure mai abastanza, manca il respiro. 

Usciamo quando è ormai buio. Avendo trovato un tatticissimo parcheggio di fronte al Palazzo di Giustizia, prendiamo la metropolitana senza spostare il camper. Qualche fermata e siamo alla stazione di fronte ad una delle torri della cinta muraria. 

 

Alleggeriamo cuore e polmoni perdendoci tra i negozietti di artigianato del quartiere medievale (“cortile degli artigiani”); ci dirigiamo verso la Chiesa di San Lorenzo e quindi alla città vecchia; la Piazza del mercato ed altre due imponenti chiese (St. Sebald e Frauenkirche). Arrivati a nord della città, percorriamo l’intero perimetro della fortezza (Kaiserburg) e costeggiamo le mura ad ovest per tornare al fiume e prendere un pulman che ci riporta al camper. La troviamo una cittadina molto semplice e piacevole da girare. Vivacità e ordine coesistono armoniosamente.

 

Poichè il nostro posteggio tatticissimo in Furtherstrasse è su una strada discretamente trafficata, preferiamo spostarci per la notte. Ad una ventina di km verso sud-est troviamo un comodo parcheggio camper senza servizi: Nurnberg, 283 Munchener Strasse.

Sulla via del rientro, attratti dalle piste da fondo, decidiamo di goderci un'ultima tappa Svizzera a Splugen: Camping Auf dem Sand, aperto anche d'inverno e dotato di tutti i migliori servizi (sala comune accogliente, area riscaldata per lavaggio stoviglie, docce ampie e calde..). 


 

Trascorriamo qui le ultime due giornate di vacanza: scivoliamo sulle piste di sci da fondo a -16°C, ci rigeneriamo a +90°C nella sauna a botte (prenotabile per averla tutta per sé) e ci rilassiamo seduti alla dinette (che ci appare purtroppo inutilmente larga ora che siamo solo in due..) con la stufa perennemente accesa ammirando le montagne.

 

La temperatura esterna è veramente proibitiva (di notte tocchiamo i -19°C) e bastano i 20 m che devo percorrere all'aperto per ritornare al camper dopo aver lavato la verdura, perché la retina dell’insalata si ghiacci creando una surreale opera d’arte moderna. Addentare una mela (tenuta nella nicchia dietro al sedile) è come morsicare un pezzo di ghiaccio e l’olio (riposto nel vano sotta al lavello) è solidificato.

Dopo qualche sperimentazione ingegnosa troviamo che, rimuovendo il cassetto sotto la dinette (dietro al quale è posta la stufa), si crea un eccezionale ripiano scalda-vivande, oltre ad una più uniforme fuoriuscita di aria calda verso la zona giorno. Molto orgogliosi di questa innovazione, la notte smontiamo l’intera dinette ottenendo l’aumento della temperatura interna di un paio di gradi ma anche di un paio di decibel per il rumore della stufa non più attutito da assi e cuscini. 

In attesa di altri lampi di genio, ci avviamo verso casa, dove ci attendono entrambi i ragazzi per festeggiare l'Epifania. La Befana porta specialità tedesche e ceche; il camper tutta la polvere del viaggio (letteralmente); noi l'ormai familiare consapevolezza che avere abbondanza infinita di acqua dal rubinetto (quando di doccia ne basta una alla volta) o calore spinto fino a permettere le maniche corte (quando l'armadio è pieno di maglioni), non aumenta la felicità.
Dobbiamo solo escogitare uno scomparto anti-gelo meno indaginoso..



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