DIARI DI VIAGGIO IN CAMPER

I NOSTRI DIARI DI VIAGGIO IN CAMPER

Tra strade sconnesse e natura alla riscossa, sogniamo i nomadi, inseguiamo le renne e cavalchiamo le onde. Una doccia sotto le stelle, l'immensità da contemplare e la bussola puntata verso le emozioni per non perdere la retta via.

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domenica 31 agosto 2014

SVEZIA - AGOSTO 2014


DIARIO DI VIAGGIO IN CAMPER IN SVEZIA:

I NOSTRI 23 GIORNI NEL PAESE DEI TROLL, ALLA SCOPERTA DELLE MERAVIGLIE DELLA SVEZIA DEL SUD E DELLE SUE MAGIE, IMPARANDO CHE SI PUO' GIOCARE CON LE MEDUSE, ARRAMPICARSI SULLE OPERE D'ARTE E CAMMINARE SULL'ACQUA. 
5.616 km
23 giorni

8 agosto 2014: pronti, partenza, via!
Io, Daniele e bambini (10 e 12 anni) saltiamo sul camper con entusiasmo ormai incontenibile.
Due tappe lunghe e siamo in Germania a Puttgarden per l'imbarco verso Roadby. Transitiamo di corsa anche attraverso la Danimarca (per quanto bella, già visitata in precedenza); passiamo il comodissimo e scenografico ponte sullo stretto dell'Oresund ed eccoci in Svezia. 

A Malmö, quella che doveva essere una tappa veloce per rifornire la cambusa, si trasforma in una giornata a perderci con piacere tra l'architettura della Turning Torso (spettacolare grattacielo, progettato dall'architetto Calatrava, che ruota su se stesso), gli accoglienti parchi e i vastissimi parchi giochi cittadini. Nel girovagare, capitiamo per caso nel quartiere dove si allenano i giovani skateboardisti svedesi, fianco a fianco ad aspiranti climber, che fanno bouldering su grandi strutture artificiali da arrampicata, e ad una serie di attrezzi da palestra all'aperto ad uso libero. Affascinati dalle loro acrobazie e dallo spazio pubblico e gratuito a disposizione di questi ragazzi, ci cimentiamo anche noi in performance sportive.










Lasciamo Malmö, puntiamo a nord e ci dirigiamo alla penisola di Kulla, sistemandoci a Molle (nel ben attrezzato First Camp Mollehassle). Visitiamo Arlid: un fiabesco paesino di pescatori con casette variopinte e un porticciolo con le reti appese al sole, il mare calmo ed una quiete nordica.

Il giorno successivo abbiamo voglia di sgranchirci: "Carlo, Nadia, in sella alle bici: oggi si va ad una mostra di arte moderna." "Nooooooooo!". Arriviamo (dopo molti sali e scendi nel bosco) a Nimis, dove i bambini esultano, scoprendo che questa arte non è soltanto da guardare, ma da toccare, esplorare, scalare. Uno stravagante artista ha installato lungo la spiaggia alcune enormi costruzioni fatte con i legni riportati dal mare, dentro le quali entrare, inerpicarsi, perdersi. 

Dopo un picnic al porto di Molle, andiamo in punta alla penisola per salire, muniti di cannocchiali, sul faro più luminoso della Svezia, dotato di un piccolo ma ricco museo sulla storia del faro. 

Lasciato questo paradiso naturale, arriviamo a Göteborg (Lieseberg Camping, un po' affollato ma in ordine) dove, nello straordinario Universeum, Carlo e Nadia sperimentano l'ebrezza dell'assenza di gravità (facendosi appiccicare ad una parete di velcro indossando pesanti tute che aderiscono alla tappezzeria), provano i sedili, i sacchi letto e i water degli astronauti, mentre io e Daniele facciamo beatamente il pieno di design, tra negozi e museo. Un giro in bici della città ci permette di vedere il museo navale, la zona del porto e ragazzi che, con materassoni e impalcature di metallo, fanno parkour in riva al mare. I figli, in ammirazione, ci chiedono il trasferimento.










Continuando a seguire la panoramica litoranea verso nord per altri 170km, arriviamo al Nordens Ark, un'enorme riserva di animali dove, in ampissimi recinti ricchi di vegetazione, anfratti, torrenti, ammiriamo tigri, panda rossi, renne, leopardi.. e molte rare specie in via di estinzione. Ma soprattutto impariamo, nelle divertenti stazioni interattive disseminate lungo il percorso, che Nadia ha l'apertura alare di una cicogna, Carlo salta come una lepre, in 3 secondi in velocità vengono battuti dallo scoiattolo e al tiro alla fune contro la tigre Amur vinciamo per un soffio, ma in 4 contro una.


Si potrebbe dormire nel parcheggio del parco, però preferiamo costeggiare il vicino fiordo (Abyfjorden - l'unico vero fiordo svedese) e spostarci al Wiggersvik's Camping di Kungshamn, dove ci sistemiamo in una piazzola proprio in riva al mare. 















Il campeggio noleggia canoe e trascorriamo una giornata a pagaiare in una quiete soprannaturale, sentendoci gli unici abitanti sulla faccia della terra.

Avvistiamo qua e là soltanto le tipiche casette rosse dei pescatori, arroccate sulle scogliere di granito, che sembrano dipinte sullo sfondo azzurro di un cielo splendido. Rientrati al campeggio e riscaldati da tanto remare, i bambini si tuffano in una "piscina" ricavata con un quadrato di galleggianti appoggiati direttamente nelle gelide acque del fiordo.

Una puntatina in Norvegia, giusto il tempo di una foto sotto la pioggia con i piedi a cavallo del confine, per vedere un altro fiordo, e ci dirigiamo verso l'interno della Svezia al camping Vanersborg sul lago di Vanern, tanto vasto da sembrare un mare.

Il vicino Ecopark Halle-Hunneberg, che contiene anche la riserva di caccia reale (fortunatamente aperta alla caccia solo una volta ogni due anni) è tra le esperienze più suggestive: passiamo ore ed ore a spasso in una foresta fittissima, a tratti paludosa, con ruscelli, conche e promontori; arriviamo alla punta panoramica sul lago di Vanern; facciamo un picnic nel bosco e visitiamo infine il museo dell'Alce, dove chiediamo se possiamo fermarci a dormire all'interno del parco. Certo: il territorio è di tutti. Adoriamo questa splendida mentalità (possibile in un paese dove tutti si comportano in modo civile). Al tramonto, con luci e fari spenti, vediamo in lontananza tre alci! e ci addormentiamo come in un sogno.

Ripartiamo e attraversiamo il canale del Gota, ammirandone l'ingegnosità. Proseguiamo verso nord-est e ci sistemiamo per la notte a Sala nel camping Sala Betland. Descritto dalla Lonely Planet come "oasi di pace", il campeggio ospita in quel momento due camper e una tenda in un silenzio assoluto: il parco giochi è tutto nostro e cerchiamo di non fare troppo rumore. Ci perdiamo per ore in bicicletta tra il verdissimo centro di Sala, la miriade di canali, ruscelli e laghi in parte naturali e molti artificiali (dovuti al suo passato di centro minerario), che ne abbelliscono i dintorni, e soprattutto ci bardiamo con k-way e caschetti per immaginarci minatori e scendere lungo 376 gradini fino a 60m sotto terra, attraverso i bui e stretti cunicoli delle vecchie miniere di argento.
 
Tornati in superficie, il groviglio di acqua e di verde attorno a Sala è talmente invitante, che continuiamo a vagare in bicicletta, spensieratamente senza meta, fino al calare del sole. Sala è la tappa più a nord del nostro viaggio: è ora di invertire direzione, costeggiando per il ritorno la costa est.

Il contrasto tra l'oasi di pace ed il successivo stipatissimo campeggio di Stoccolma (Langholmens Husbilscamping) è quasi uno shock, ma basta rimettersi in sella alle bici per scoprire le meraviglie cittadine: Gamla Stan, il Palazzo Reale, la statua di S. Giorgio e il drago, il negozio di Troll e quello di design.. Ce n'è per tutti i gusti! 

Allo Skansen, primo museo all'aperto del mondo, con abitazioni provenienti da ogni regione ed epoca della Svezia, dedichiamo una giornata intera, affascinati dai figuranti in costume che la animano, ne riproducono gli antichi mestieri e ci insegnano a filare e tingere la lana, cuocere (ed assaggiare) il pane e costruire corde marinare come una volta.
 










Il giorno successivo ascoltiamo, da guide appassionate che parlano anche italiano, l'incredibile avventura della nave da guerra Vasa: ammiriamo i ponti, le statue di legno dorate e i ricchi ornamenti di questo vascello del 1628, rimasto miracolosamente intatto nei secoli, e progettiamo (grazie ad appositi computer a disposizione del pubblico) il "nostro Vasa", bilanciando cannoni e zavorra, sfidando venti ed onde, giocando a chi naviga più a lungo prima di affondare. 

Tre giorni passano svelti in questa capitale luminosa e variegata e siamo di nuovo in viaggio: sostiamo sotto le mura del castello di Kalmar in compagnia di decine di conigli, che saltellano ovunque, diventando presto per Carlo e Nadia più interessanti del castello stesso.

Ci stiamo dirigendo all'isola di Oland, dove vogliamo trascorrere gli ultimi giorni di vacanza in relax. Al Wikegards Camping, a nord dell'isola di Oland, troviamo uno scenario bellissimo, isolato e selvaggio, direttamente sul mare. Consumiamo le ruote delle biciclette in un divertente e sterrato "coast to coast" da est ad ovest (e ritorno), che ci regala scorci indimenticabili: alla spiaggia di Neptuni Akrar ci vantiamo di saper camminare sulle acque, grazie ad una distesa di lastroni di calcare levigati dal mare proprio a livello dell'acqua; visitiamo un cimitero vichingo, facendo a gara a chi dà l'interpretazione più fantasiosa alle misteriose disposizioni degli antichi cumuli di pietra, e ci rilassiamo su una spiaggia di ciottoli a guardare il tramonto. 

Ci spostiamo di pochi km al vicino Boda Sand Camping (il più grande della Svezia con 1500 piazzole, servizi splendidi, piscina e tappeti elastici), attratti dalla sua spiaggia di sabbia caraibica, tanto affascinante ed inaspettata, che finiamo per cedere alla tentazione di un rapidissimo tuffo in mare. Impariamo dai bambini locali lo sport del lancio delle meduse (che non pungono!) e, dopo una dose abbondante di sole e di sabbia bianchissima, ci avventuriamo a piedi lungo il Trollskogen, sentiero che si snoda per 4,5km all'interno di una foresta, dove si dice che i Troll abitino tra gli alberi letteralmente accartocciati dal vento e dentro querce secolari. Non avvistiamo nessun Troll, ma decine di cervi e questo basta a renderci consapevoli che cederemo di nuovo volentieri, in vacanze future, al fascino del nord.


Salutata l'isola di Oland, torniamo a Malmö e cominciamo il (lento) rientro verso Milano: purtroppo ci si è rotto il turbo e sulle salite dell'autostrada tedesca non superiamo i 60km/h, mentre i tir superano noi. Stranamente il contrattempo non ci scompone: boschi, laghi e tramonti hanno sciacquato via qualsiasi preoccupazione e, con una bella risata, riusciamo a goderci serenamente il panorama da lumachine fino a casa.

venerdì 31 agosto 2012

DANIMARCA - AGOSTO 2012

DIARIO DI VIAGGIO IN CAMPER: A SPASSO IN DANIMARCA

TRA VICHINGHI, FOCHE E DUNE DI SABBIA NELLA NATURA INCANTATA DEL NORD. 
5.150 km
24 giorni

3 settimane di ferie e la voglia di puntare a Nord.
Partiamo da Milano il 27 luglio in direzione Valle D’Aosta. Non è la strada più lineare, ma andiamo a recuperare i bambini che soggiornano al fresco dai nonni. Con la famiglia al completo, si parte cominciando con un paio di tranquille tappe tedesche - siamo in ferie: non abbiamo fretta! (comode aree di sosta a Strasburgo e a Neomunster) - prima di approdare in terra Danese. Decidiamo per un giro in senso orario e scopriamo subito che la Danimarca è capace di regalare una varietà di paesaggi impressionanti.
Danimarca, RomoA Romo proviamo il brivido di parcheggiare con il camper direttamente sulla spiaggia e giocare con i gabbiani e con il vento, e visitiamo la casa di un pescatore del 1700 con l’intera staccionata esterna fatta di ..denti di balena!

Giriamo l’antica cittadina di Ribe in bici (di giorno) e a piedi (di sera) assistendo ad una originalissima ronda notturna guidata da un anziano abitante del villaggio, che ci trasmette con passione l’amore per il suo paese e le sue tradizioni (e che impreca contro il rumore di un’auto che passa – una sola durante le due ore di ronda – costringendolo ad alzare per un momento la voce: “sembra che oggi abbiano tutti le gambe marce e non possano più camminare! Una volta invece…”). 

Danimarca, Ribe Vikingcenter
Al Ribe Vikingcenter - raggiunto comodamente in bicicletta dall’attrezzatissimo, pulitissimo, confortevolissimo Ribe Camping - assistiamo ad uno scontro tra vichinghi e all'addestramento dei falchi, giriamo tra le tende di un mercato vichingo, impariamo a fare il pane come i vichinghi e questi vichinghi ci entrano già nel cuore. 
Danimarca, Legoland


Danimarca, Legoland







Billund con Legoland è una delle tappe più amate dai bambini ovviamente, ma la fantasia e l'arte, con le quali sono realizzate le sculture di lego, affascinano anche noi e l’intera giornata vola tra un’attrattiva e l’altra.

Danimarca, distretto dei laghiRy batte anche Billund nella nostra personale classifica di preferenze: sembra di essere stati teletrasportati in Canada! Siamo in un campeggio immerso nel bosco (Holmens Camping), nel fulcro del distretto dei laghi. Attorno a noi solo foreste e specchi d'acqua, che sembrano fatti apposta per essere esplorati in bici e in canoa, nel silenzio incontaminato della natura. Passiamo una giornata in canoa senza incontrare nessuno, accostando ogni tanto a qualche molo in legno, che sbuca tra gli alberi senza che ci sia intorno alcuna casa o strada che ne giustifichi l’esistenza.
Torniamo verso ovest e decidiamo di seguire la piacevolissima strada che costeggia il Mare del Nord fino alla punta più estrema. Prima di arrivare a Skagen il paesaggio cambia ancora e ci regala altre sorprese.

Danimarca, Klitmoller
A Klitmoller gli inquietanti bunker, disseminati sulle spiagge, ci costringono al silenzio in memoria degli orrori della guerra. Per contrasto poco dopo, nell'animato porto di Hantsholm, dove i traghetti per la Norvegia per un attimo ci tentano (ma sarà per un’altra volta!), tutti sembrano vivacemente in arrivo o in partenza.
All'acquario di Hirtshals dedichiamo una giornata intera: è una esperienza interattiva dove i pesci non solo si guardano, ma si annusano e si toccano! I bambini giocano ad accarezzare granchi e sogliole e noi scopriamo il piacere di visitare mostre e attrazioni dimenticandoci di loro per qualche ora.

Danimarca, Rubjerg Mile
Danimarca, Rubjerg Mile









Al Rubjerg Mile veniamo questa volta catapultati in un paesaggio desertico: dune infinite di sabbia a perdita d’occhio tra le quali camminiamo, corriamo, saltiamo, ci rotoliamo, trovandoci poi granelli di sabbia ovunque. Ma siamo in Danimarca o nel Sahara?!

Danimarca, GrenenSiamo alla punta più a Nord e Grenen ci offre (con una passeggiata alle 6 del mattino perché vogliamo gustarci il silenzio e la magia di questo posto) uno spettacolo di foche che nuotano proprio all’incrocio tra il Mar Baltico e il Mare del Nord (e una comoda area di sosta nel punto più estremo raggiungibile in macchina).


Danimarca, Grenen
I tramonti spettacolari con luce fino alle 23 e le spiagge suggestive, ci convincono a concederci un paio di giorni di totale relax in un campeggio a 4 stelle (Skiveren Camping) con accoglienti “bagni famiglia”, sauna, un parco giochi con reti da arrampicata, carrucole, tappeti elastici, go kart, che sembra un luna park (ma è gratuito..), lavatrici, asciugatrici, sale comuni con tv e divanetti.
Ricaricati, ripartiamo per altre avventure:
Danimarca, Rubjerg Knude
Ci travestiamo da tuareg (con fazzoletti attorno a naso e bocca per proteggerci da una violenta tempesta di sabbia e vento) per scalare il Rubjerg Knude, la duna di sabbia più alta della Danimarca con uno scenografico faro semi sommerso sulla sommità.
Danimarca, Rubjerg Knude


Danimarca, Randers Regnskov ParkDanimarca, Randers Regnskov Park







Nella rotta verso sud, questa volta sulla costa est, la prima tappa è a Randers, dove ci avventuriamo all’interno di tre cupole (Randers Regnskov Park) nelle quali sono stati ricreati molto fedelmente ambienti tropicali (foresta amazzonica, foresta tropicale asiatica e africana) dove si cammina su ponti sospesi tra gli alberi fianco a fianco con scimmie e uccelli di ogni colore, lungo piattaforme su fiumi infestati da coccodrilli e dentro grotte piene di pipistrelli che ci sfiorano la testa. Non eravamo venuti in Danimarca per vedere animali tropicali, ma suggeriamo a chiunque passi da queste parti di non lasciarsi sfuggire un'esperienza così coinvolgente.

Danimarca, Skandinavisk Dyrepark a NodagerDanimarca, Skandinavisk Dyrepark a Nodager









A farci tornare nello spirito scandinavo ci pensano gli animali dello Skandinavisk Dyrepark a Nodager: cervi, lupi, orsi bruni e polari, compreso un cucciolotto di un anno, si lasciano ammirare “semi-liberi” in ampissime riserve comodamente visitabili attraverso una lunga passeggiata su sentieri protetti e passerelle sopraelevate dalle quali assistiamo in sicurezza, ma con piena emozione, al pasto dei lupi.
Danimarca, Skandinavisk Dyrepark a Nodager











Danimarca, EbeltoftAd Ebeltoft (sistemati al Blushoi camping con splendida vista mare) facciamo un salto indietro nel tempo visitando una barca da guerra del XIX secolo, all’insegna dello stile interattivo e molto attento ai bambini, che ormai siamo abituati a trovare in Danimarca. Così, mentre i bambini fanno una caccia al tesoro con tanto di cartina e premio finale (complimenti agli organizzatori: capaci di coinvolgere bambini che parlano tutte le lingue del mondo, trovando con fantasia e naturalezza metodi di comunicazione alternativi!), caricano e sparano i cannoni e provano la (s)comodità delle brande, io e Daniele ci soffermiamo ad osservare e a fotografare con calma ogni serratura, cerniera ed ingranaggio, che tanto lo affascinano.

Danimarca, Copenaghen
A Copenaghen ci sistemiamo nell’area di sosta cittadina molto affollata, molto spartana, ma in comoda posizione a due passi dal centro.


Danimarca, Copenaghen
Danimarca, Copenaghen


Danimarca, Copenaghen
Giriamo Copenaghen in lungo e in largo in bicicletta, sentendoci sempre più danesi, tanto che, arrivati in cima ai 404 gradini della scala a chiocciola della Vor Frelsess Kirke, ci rendiamo conto di non aver legato le bici.. torniamo giù con un po’ di comprensibile ansia milanese, ma ritroviamo 4 bici, 4 caschi appesi ai manubri, 4 sacche porta bagagli con 4 k-way, occhiali da sole e anche la macchina fotografica che Nadia aveva lasciato in una borsa.. questa leggerezza di pensiero per me è la vera libertà.


Danimarca, Castello di HelsingorDopo un paio di giorni a Copenaghen, ci spostiamo a Helsingor, passando la notte al porto (attrezzato per camper) con vista sulla Svezia. 
Un’ultima visita storica ai 3 ricchi piani del castello di Hillerod e poi un finale di vacanza da relax sull’isola di Mon: 
il campeggio Ulvshale Strand, direttamente sul mare, è talmente tranquillo e piacevole che ci restiamo fino alla fine dei giorni danesi. 

Danimarca, Isola di Mon

Danimarca, Isola di MonDanimarca, Isola di Mon
Danimarca, Isola di Mon
Oltre a fare jogging e gare di salto in lungo sulla spiaggia deserta del campeggio, ci arrampichiamo su e giù dalle falesie Mons Klint camminando su distese bianche di gesso diventando bianchi noi stessi; facciamo un tuffo (velocissimo) nelle gelide acque della spiaggia ritenuta tra le più belle della Danimarca (Klintholm Strand); giriamo tra i prati e i campi di fiori sull'isola di Nyord ovviamente in bicicletta, riempiendoci di quiete e fermandoci per una foto di fronte all’unico semaforo dell’isola.

Il traghetto da Rodby ci riporta molto rapidamente (imbarco in tempo record di 5 minuti!) in Germania a Puttgarden. Una piccola deviazione verso il confine con la Francia ci permette un tuffo a St Giphlon nelle acque decisamente più tiepide del Lago di Losanna per riacclimatarci.


Viziati dal pieno di natura e di spazi immensi, decidiamo di passare l'ultima notte sul passo del Gran San Bernardo, brindando a questa memorabile vacanza nell’"Enoteca più alta d’Europa” (Enoteca EnoEtica a 2208m), dove un simpaticissimo e competentissimo gestore ci accompagna alla scoperta di vini locali e formaggi d'alpeggio rigorosamente a km zero, equo solidali e soprattutto buonissimi. Salute a tutti!



5150 km
81 h 30 min. di guida

24 splendidi giorni